Patologie prostata, Tumore prostata, Diagnosi

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Tumore prostata, Diagnosi

Patologie prostata
Tumore prostata
Diagnosi

La diagnosi del  del tumore della prostata si basa sulla esplorazione rettale e il dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico).
È controversa la validità degli esami di screening, poiché non è chiaro se i benefici che ne derivano sopravanzino i rischi degli esami diagnostici successivi e della terapia antitumorale. Il tumore della prostata è un tumore a crescita lenta, molto comune fra gli uomini anziani. Infatti in maggioranza i tumori della prostata non crescono abbastanza per dare luogo a sintomi, e i pazienti muoiono per cause diverse. Il dosaggio del PSA può svelare questi piccoli tumori che non avrebbero altrimenti avuto modo di manifestarsi; uno screening del genere può quindi condurre a un numero eccessivo di diagnosi, con la relativa sequela di test ulteriori e di terapie. La biopsia può causare dolore, sanguinamento e infezioni; le terapie possono causare incontinenza urinaria e disfunzioni erettili. Dunque è essenziale che vengano considerati i rischi e i benefici prima di intraprendere uno screening utilizzando il dosaggio del PSA.

In genere gli screening iniziano dopo i 50 anni di età, ma possono essere proposti prima negli uomini di colore e in quelli con una forte storia familiare di tumori alla prostata.
Studi recenti hanno dimostrato, tuttavia, che, anche con PSA inferiore ai 4 ng/ml, il 15% degli uomini tra i 61 e i 95 anni è portatore di neoplasia.

Esplorazione rettale
L'esame rettale digitale è una procedura in cui l'esaminatore inserisce un dito guantato e lubrificato nel retto del paziente, allo scopo di valutare le dimensioni, la forma e la consistenza della prostata: zone irregolari, dure o bozzolute devono essere sottoposte a ulteriori valutazioni, perché potrebbero essere indicative di tumore. L'esame rettale è in grado di valutare solo la parte posteriore della prostata, ma fortunatamente l'85% dei tumori ha origine proprio in questa parte. In genere dà modo di apprezzare tumori già in stadio avanzato.

Dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico)
Il dosaggio del PSA  misura il livello ematico di un enzima prodotto dalla prostata. Livelli di PSA sotto 4 ng/ml (nanogrammi per millilitro) sono generalmente considerati normali. Livelli di PSA tra 4 e 10 ng/ml indicano un rischio di tumore più alto del normale, ma il rischio stesso non sembra direttamente proporzionale al livello. Quando il PSA è sopra i 10 ng/ml, l'associazione col tumore diventa più forte, tuttavia quello del PSA non è un test perfetto. Alcuni uomini con tumore prostatico in atto non hanno livelli elevati di PSA, e la maggioranza di uomini con un elevato PSA non ha un tumore. Per ridurre il numero di biopsie prostatiche negative ( cioè eseguite in assenza di neoplasia prostatica) sono stati introdotti altri marcatori derivati dal PSA : rapporto PSA libero/torale, PSA density, PSA velocity con risultati comunque non brillanti.

Oggi è possibile dosare un ulteriore marker per il carcinoma prostatico, il PCA3 (prostate cancer gene 3); l'iperespressione di questo gene (valutabile mediante dosaggio del mRNA nelle urine) è strettamente associata alla trasformazione maligna delle cellule della prostata. Il dosaggio è quindi particolarmente utile nei pazienti già sottoposti a biopsia risultata negativa, con dosaggio del PSA elevato.

Conferma diagnostica: Biopsia prostatica
Quando si sospetta un carcinoma prostatico (esplorazione rettale sospetta e/o aumento di PSA) l'unico esame in grado di confermare pienamente la diagnosi è la biopsia, ossia l'asportazione di piccoli frammenti di tessuto prostatico per l'esame al microscopio.

Dopo una biopsia prostatica, un patologo esamina il campione al microscopio. Se è presente un tumore il patologo ne indica il grado; questo indica quanto il tessuto tumorale differisce dal normale tessuto prostatico, e suggerisce quanto velocemente il tumore stia crescendo. Il grado di Gleason assegna un punteggio da 2 a 10, dove 10 indica le anormalità più marcate; il patologo assegna un numero da 1 a 5 alle formazioni maggiormente rappresentate, poi fa lo stesso con le formazioni immediatamente meno comuni; la somma dei due numeri costituisce il punteggio finale. Il tumore è definito ben differenziato se il punteggio è fino 4, mediamente differenziato se 5 o 6, scarsamente differenziato se maggiore di 6.
In genere le biopsie prostatiche vengono eseguite ambulatorialmente in anestesia locale senza grande disturbo per il paziente.


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