Patologie reni, Tumore rene, Terapia

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Tumore rene, Terapia, nefrectomi radicale tumore, risultati chirurgia conservativa, tumore renale rischi recidiva, tumore piccole dimensioni rene, nefrectomie per patologia benigna e patologia maligna, riduzione del dolore post-operatorio, ridotta degenza post-operatoria, cicatrici minime dimensioni

Patologie reni
Tumore rene
Terapia

Nefrectomia per tumore
La terapia tradizionale del carcinoma renale è la nefrectomia radicale che comporta l'asportazione in blocco per via extrafasciale del rene, del surrene, di parte dell'uretere e del tessuto adiposo che circonda queste strutture, oltre all'exeresi dei linfonodi regionali.
nefrectomi radicale tumore
In particolari circostanze, ovvero in presenza di tumori di piccole dimensioni (< 4 cm) specialmente se in sede periferica o tumori in rene unico, è possibile ricorrere ad una chirurgia conservativa (enucleoresezione) asportando solamente il tumore con una piccola parte di tessuto renale che lo circonda, lasciando in sede la maggior parte del rene. tumore piccole dimensioni rene
Quando applicata con indicazioni corrette, la chirurgia conservativa sembra ottenere risultati oncologici sovrapponibili alla chirurgia radicale.
Storicamente l’intervento è stato eseguito per via chirurgica tradizionale con ampie incisioni che a seconda delle dimensioni del tumore e delle abitudini del chirurgo potevano essere eseguite longitudinalmente in sede addominale mediana ( incisione xifo-ombelico pubica), oppure in sede paramediana, oppure sul fianco (incisione toracoaddominale). Una volta divaricati i muscoli si andavano ad isolare i vasi renali e si asportava il rene con il tessuto adiposo circostante.
risultati chirurgia conservativa
Nel 1991 R.V. Clayman (Divisione di Urologia della Washington School of Medicine di St. Louis, Missouri, USA) pubblicava su una prestigiosa rivista internazionale il primo caso di nefrectomia radicale laparoscopica in una donna di 85 anni con una neoformazione incidentale del rene destro di 3 cm.

A partire dalla fine degli anni ’90 la metodica laparoscopica si è ampiamente diffusa per eseguire nefrectomie sia per patologia benigna che per patologia maligna.
Attualmente le linee guida della associazione europea di urologia certificano che la metodica migliore (cosiddetto gold standard) per eseguire la asportazione del rene è quella laparoscopica.
nefrectomie per patologia benigna e patologia maligna
Tra i tumori che possono essere trattati con la laparoscopia senza un aumento dei rischi di recidiva è compreso il tumore renale organo confinato (T1-T2), che viene prelevato in blocco insieme a rene, surrene e tessuto adiposo peri/pararenale, senza rischi di frantumazione e dispersione.

La sicurezza della metodica e la sopravvivenza a 5 anni sono sovrapponibili a quelle osservate impiegando la chirurgia tradizionale.
tumore renale rischi recidiva
Gli indubbi vantaggi della laparoscopica sono rappresentati da una riduzione del dolore post-operatorio, da una ridotta degenza post-operatoria, da un più rapido recupero con ridotta convalescenza e, non ultimo, da cicatrici di minime dimensioni.
Nei centri con particolare esperienza laparoscopica è possibile eseguire per tale via anche interventi conservativi di enucleoresezione.
riduzione del dolore post-operatorio, ridotta degenza post-operatoria, cicatrici minime dimensioni
Si rimanda alla sezione - Nefrectomia laparoscopica - per ulteriori approfondimenti circa i vantaggi derivanti dalla tecnica laparoscopica rispetto alla chirurgia tradizionale:  Vantaggi laparoscopia


chiusura arteria
chiusura arteria
chiusura vena
chiusura vena
cicatrici finali
cicatrici finali
trocar
trocar
trocar
trocar
trocar
trocar


Nefrectomia
Nefrectomia laparoscopica
I vantaggi derivanti dalla tecnica chirurgica laparoscopica rispetto alla chirurgia tradizionale in caso di asportazione del rene colpito da tumore
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