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Andrologia
Varicocele
Terapia

Molte sono le tecniche per eliminare le varicosità delle vene spermatiche a) embolizzazione transfemorale  b) sclerotizzazione scrotale c) legatura chirurgica d) legatura microchirurgica e) legatura laparoscopica.

Il dott. Parma esegue la correzione chirurgica sec Palomo e la correzione microchirurgica per via inguinale.
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Nei casi di varicocele bilaterale esegue la correzione laparoscopica bilaterale in una unica seduta.

La legatura chirurgica della vena spermatica è stata la tecnica più usata nel passato: con una incisione addominale simile a quella per togliere la appendice infiammata si arriva alla vena spermatica e la si lega. L'anestesia è generale e il ricovero di uno-due giorni.
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La legatura microchirurgica 

prevede l’accesso inguino-scrotale  in anestesia locale e un ricovero breve. Una volta isolato il funicolo spermatico si utilizza l’ausilio del microscopio operatore a 18 ingrandimenti. Esso permette di identificare e risparmiare la arteria spermatica ed i vasi linfatici. Le vene spermatiche dilatate vengono legate e sezionate. Si annulla quindi la possibilità di complicanze quali l’idrocele.
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La legatura laparoscopica 

è riservata ai varicoceli bilaterali: si penetra nell’addome con tre tubi da laparoscopia e sotto visione si legano le vene spermatiche di destra e di sinistra. Anche in questo caso come per la microchirurgia, la visione magnificata delle strutture anatomiche permette di identificare e risparmiare le arterie testicolari ed i vasi linfatici.

La embolizzazione transfemorale

(procedura mini-invasiva) consiste nel raggiungere la vena spermatica partendo dalla vena femorale alla piega della coscia: in anestesia locale si incide la cute alla piega dell’inguine per 1 centimetro, si penetra nella vena femorale con una sottile sonda flessibile che risalendo fino alla vena spermatica, ne interromperà il lume per mezzo di una soluzione sclerosante iniettata nella vena. Prevede un ricovero di poche ore e la sola anestesia locale alla cute dell’inguine. Viene eseguita dai radiologi sotto visione radiologica. Può succedere che particolari angolazioni della vena spermatica rendano difficile o impossibile il suo incannulamento.

PERCENTUALE DI SUCCESSO: è simile per tutte le tecniche; nel 90 % dei casi il varicocele viene guarito, nel 10 %  invece ritornerà nel giro di 4-6 mesi
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A parte le complicanze dell’atto chirurgico (infezioni, allergie all’anestetico locale o al mezzo di contrasto usato dai radiologi, ematomi)  la complicanza più frequente (10% dei casi) è la comparsa, entro alcuni mesi, di un idrocele  (hydor = acqua kele = gonfiore). 

Lentamente si accumula acqua intorno al testicolo: si dilateranno le tuniche che rivestono il testicolo e lo scroto si gonfierà. Non è una situazione pericolosa per la funzione del testicolo e in teoria l’idrocele può essere lasciato stare. I giovani però preferiscono in genere farsi operare (con una piccola incisione cutanea in anestesia locale o generale) anche per motivi estetici.
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L’idrocele si forma perché quando la vena spermatica viene stoppata non c’è più il normale flusso di linfa lungo i sottilissimi vasi linfatici che sono affiancati alle vene: la linfa così ristagna attorno al testicolo e trasuda nella tunica che lo avvolge (tunica vaginale).

Dopo la correzione del varicocele la FERTILITA’ migliora solo nel 60% dei casi. La grande percentuale di pazienti che non hanno miglioramento della loro fertilità è una prova che il legame causa-effetto tra varicocele e infertilità maschile non è ancora sicuro. 

E’ molto raro che un varicocele danneggi gravemente la sterilità o la abolisca del tutto.
Il recupero pare migliore quando il varicocele viene guarito in età giovanile, dopo i 30 anni l’intervento sembra inutile.
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